sito internet

martedì 28 aprile 2015

Another brick in the wall. Pink Floyd.


L'album "The Wall" dei Pink Floyd è stato una delle produzioni della band che più si ricordano anche grazie al film di Alan Parker.
Questo singolo è un brano che conoscerete tutti sicuramente, amanti e non della band. Il titolo è "Another brick in the wall". Vi propongo il video e la traduzione delle parole.
Buon ascolto.


Non abbiamo bisogno di educazione
Non abbiamo bisogno di essere sorvegliati
né di oscuro sarcasmo in aula
Professore, lascia in pace i ragazzi
Hey, professore, lascia in pace i ragazzi!
Tutto sommato, è solo un altro mattone nel muro
Tutto sommato, siete solo un altro mattone nel muro
Non abbiamo bisogno di educazione
non abbiamo bisogno di essere sorvegliati
né di oscuro sarcasmo in classe
Professori, lasciate in pace i ragazzi!
Ehi, professore, lascia in pace i ragazzi!
Tutto sommato, siete solo un altro mattone nel muro
Tutto sommato, siete solo un altro mattone nel muro.

4 vecchi film di fantascienza


Vi voglio parlare di alcuni film di fantascienza che mi sono piaciuti molto e che rivedo sempre con piacere.
Sono film non particolarmente recenti ma che secondo me hanno incuriosito e sono piaciuti ad un vasto pubblico.

In ordine sono:
Atto di forza 1990
Quinto elemento 1997
Sfera 1998
Io robot 2004

Oggi vi parlerò di alcune curiosità del primo film e cioè di "Atto di forza"



Film con Arnold Schwarzenegger, Sharon Stone, regia di Paul Verhoeven 1990
Chi non conosce questo film famosissimo?

CURIOSITA’ DEL FILM

Sono state scritte più di 40 bozze della sceneggiatura, comunque alla fine, la prima bozza era molto simile all’ultima.

Le scene sono state girate nella metropolitana di Città del Messico e in particolare alla stazione Insurgentes della linea 1: Constituyentes-Pantitlan.

Il film è tratto dal racconto breve di Philip Dick dal titolo "We Can Remember It For You Wholesale" (in italiano Memoria totale o Ricordi in vendita) del 1966.

All’inizio doveva essere Patrick Swayze ad interpretare Quaid ma poi, dopo varie vicissitudini,  Schwarzenegger convinse la Carolco Pictures a comprare la sceneggiatura per lui.

Ad eccezione di Schwarzenegger e Shusett che usarono particolari precauzioni per il cibo e l’acqua, tutti nella produzione si ammalarono a causa di una intossicazione alimentare e si lamentarono per la cattiva qualità dell’aria.

Schwarzenegger ha subito alcuni infortuni e dato che si era rotto un dito della mano destra, in molte riprese proprio la mano ferita rimaneva fuori dallo schermo.

Per fare e controllare il personaggio di Kuato ci sono voluti ben 15 burattinai.

I suoni delle ossa rotte durante i vari combattimenti sono i rumori di sedani spezzati.

BREVE RECENSIONE

Pellicola di ottima qualità con una buona sceneggiatura e un ottimo sviluppo narrativo.

E' un film dagli intrecci avvincenti,  che coniuga l’estetica dello spettacolo con il realismo intelligente dei contenuti, dove il vero è spesso superato dalla fantasia, dove protagoniste sono le persone più comuni possedute da sogni ricorrenti e desiderose di provare nuove, forti emozioni.
Queste storie personali, nel film si comprano in agenzia e si vivono su un lettino entrando in una realtà virtuale.
La storia è ambientata un po’ sulla terra e un po' su Marte nell’anno 2084 e Quaid, il protagonista, si trova a vivere una vita fra il vero e il falso, credendo di essere una persona e scoprendo poi di esserne un’altra.

Nel prossimo post parleremo del secondo film: Quinto elemento.




lunedì 27 aprile 2015

Chernobyl e una data dimenticata 26 aprile 1986









"Il 26 aprile 1986 alle ore 1.23 circa, presso la centrale nucleare V.I. Lenin situata in Ucraina settentrionale (all'epoca parte dell'URSS) a 18 km dalla città di Chernobyl, il reattore nucleare numero 4 esplode e spara in aria il pesante disco di copertura, oltre 1.000 tonnellate, che chiude il cilindro ermetico contenente il nocciolo del reattore, segue un violento incendio della grafite contenuta nel nocciolo, incendio che in alcune ore disperde nell'atmosfera una enorme quantità di isotopi radioattivi."

da Il corriere della sera di oggi




Non possiamo dimenticare questa tragedia!
Paghiamo ancora le conseguenze di questo disastro e nella nostra mente rimarrà sempre il ricordo di quel triste giorno.
Oggi lo accomuniamo al disastro del Nepal e abbiamo la mente occupata da ben tristi pensieri.













Nepal, una grande tragedia.



Come si fa ad essere indifferenti al terremoto che ha devastato il Nepal in modo così drammatico?



Le scosse continuano e la gente dorme in auto o per strada.
Fulvia Clerici coordinatrice di Ai.Bi (Associazione amici dei bambini) racconta che nel momento della scossa “il pavimento dondolava a tal punto che sembrava di stare nell’acqua”.
Il bilancio delle vittime sale continuamente, stamani mattina si parlava già di 3300 ma non sarà definitivo. Molta colpa è da attribuire sicuramente alla vulnerabilità degli edifici fatiscenti e non adeguati ad assorbire un rischio tellurico che invece, in quella zona, è  frequente.




Oltre ai morti nei paesi e città ci sono persone inghiottite dai ghiacci nei crepacci che si trovano in una delle zone più pericolose dell’Everest, quella che collega il campo base al Campo 1.
Questo fenomeno è diverso dalle valanghe, e sono gli sherpa a testimoniarlo e per loro l’alpinista Mario Vielmo. che riferisce che sembra ci siano persone intrappolate nei ghiacci in una zona conosciuta dagli alpinisti come “icefall”, la cascata di ghiaccio che si trova appunto fra il campo base e il campo1.
Il percorso in quella zona è particolarmente pericoloso perché il ghiaccio è normalmente in movimento. Già un anno fa’ morirono 16 persone, soprattutto sherpa.
Oggi è molto difficile sapere quante sono le persone rimaste imprigionate che andranno a sommarsi alle vittime delle valanghe che dovrebbero essere 19/22 con 60 feriti.










domenica 26 aprile 2015

A Great Big World, Christina Aguilera - Say Something






Say Something

Traduzione

Dì qualcosa, sto rinunciando a te
Sarò la persona giusta, se mi vuoi
Ovunque, ti avrei seguito
Dì qualcosa, sto rinunciando a te
E mi sto sentendo così piccolo
Era sopra la mia testa
Non so proprio nulla
E inciamperò e cadrò
Sto ancora imparando ad amare
Semplicemente iniziando a gattonare
Dì qualcosa, sto rinunciando a te
Mi dispiace di non essere riuscita ad arrivare fino a te
Ovunque, ti avrei seguito
Dì qualcosa, sto rinunciando a te
E ingoierò il mio orgoglio
Tu sei la persona che amo
E ti sto dicendo addio
Dì qualcosa, sto rinunciando a te
Mi dispiace di non essere riuscito ad arrivare a te
Ovunque, ti avrei seguito
Dì qualcosa, sto rinunciando a te
Dì qualcosa, sto rinunciando a te
Dì qualcosa

7 divinità per 7 giorni


I romani governarono su tutta la Spagna per più di sei secoli e la prima colonia prese il nome di Italica un'antica città della Spagna vicino a Siviglia.
Italica può essere quindi considerata la "città dove è nata la lingua spagnola".
Aveva alte mura difensive e un acquedotto. Ci sono molti resti che evidenziano la qualità delle costruzioni come l'anfiteatro e le ricche ville.






Tra le dimore aristocratiche un posto di rilievo è dato alla "Casa dell'esedra", poi alla "Casa di Nettuno"che deve il suo nome ad un mosaico che rappresenta la divinità con un corteo di creature marine e che rivestiva il pavimento del frigidarium 



e un altro mosaico che raffigura un labirinto



Ma particolare rilievo ha la "Casa del planetario" dove troviamo un mosaico che raffigura le 7 divinità che reggevano l'universo e che, secondo il calendario romano, hanno dato il nome ai giorni della settimana.



Già i Babilonesi conoscevano questi 7 pianeti (Luna e Sole erano erroneamente ritenuti tali), ma essi corrispondevano a 7 importanti divinità:
Shamash il sole
Sin la luna
Ishtar Venere
Nimurta Saturno
Marduk Giove
Nebu Mercurio
Nergal Marte
Successivamente i romani hanno diffuso il concetto delle divinità planetarie e della settimana identificandoli con i nomi dei giorni quindi
Luna - lunedì, Marte - martedì, Mercurio - mercoledì, Giove - giovedì, Venere - venerdì, Saturno - sabato e il Sole per la domenica. 
Questo nome si trasformò successivamente in domenica - giorno del Signore, grazie a Costantino quando si convertì al Cristianesimo.