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martedì 9 aprile 2019

Un thriller carico di suspense: La paziente silenziosa.





Alex Michaelides, nato a Cipro nel 1977, ha studiato Letteratura inglese all'Università di Cambridge, Psicoterapia e Cinema all'American Film Institute di Los Angeles. 
Ha scritto le sceneggiature di vari film, tra cui "La truffa è servita" con Uma Thurman e Tim Roth. Ha lavorato per un periodo in un'unità psichiatrica sicura per adolescenti e questo gli ha permesso di conoscere da vicino le problematiche della mente umana.
Dice: "Alcuni dei ragazzi che erano lì hanno avuto una vita veramente dura e ingiusta, ma ciò che mi ha stupito è come avrebbero sempre risposto se avessero ricevuto il giusto tipo di assistenza nel giusto tipo di ambiente". 
La paziente silenziosa, il suo primo romanzo, è in corso di traduzione in 42 Paesi.

Il libro è in uscita in Italia nel mese di aprile e tratta una storia molto particolare che ci rimanda, rovesciandolo, al mito di Alcesti, la donna che decise di morire per salvare il marito. Un grande sacrificio ricompensato da un ritorno alla vita, da un lieto fine quindi che Euripide ci regala come in una favola.
Ma Alicia, la protagonista del libro di Michaelides, invece, vive una vita perfetta fino al momento in cui, un giorno,  al ritorno dal lavoro del marito gli spara in pieno volto più volte, uccidendolo.
Una volta rinchiusa in un ospedale psichiatrico si chiude in un mutismo impenetrabile, rifiutandosi perciò di raccontare il perché di quel gesto.
Incuriosito da questa situazione lo psicologo criminale Theo Faber comincia a lavorare con lei sicuro di poterla aiutare a svelare il mistero di quella notte. Arriva al Grove, la struttura psichiatrica sicura nel nord di Londra dove Alicia è stata ammessa dopo il processo per omicidio. 
Contro il parere dei suoi colleghi, Theo spinge a ridurre il dosaggio delle medicine di Alicia per aumentarne la lucidità. Le dà dei materiali per la pittura, pensando forse di poter comunicare attraverso l'arte, se non con le parole. I risultati non sono quelli che si aspetta.
Crede di poter penetrare in lei e farla parlare  e pensa che gli indizi per svelare i suoi segreti si trovino nel suo autoritratto, un dipinto intitolato Alcesti . 
Nel dipinto, Alicia dipinge se stessa "nei giorni successivi all'omicidio, in piedi davanti a un cavalletto e una tela, con in mano un pennello, è nuda .... le vene del vizio sono visibili sotto la pelle traslucida, cicatrici fresche su entrambi i polsi .... La vernice rossa gocciolante del pennello - o è sangue?"
Theo sa che c'è una ragione per cui Alicia ha intitolato la sua pittura come il mito greco, ma come si riferisce alla situazione di Alicia, quando è viva e suo marito è quello che è morto? Perché ha ucciso Gabriel quando, secondo i suoi vecchi diari, che appaiono nel romanzo, era l'amore della sua vita?

E mentre a poco a poco la donna ricomincia a parlare, il disegno che affiora trascina il medico in un gioco subdolo e manipolatorio.












venerdì 8 marzo 2019

Søren Sveistrup e il suo primo thriller tutto da leggere!




Incuriosita tantissimo dal titolo che spesso mi ispira nella scelta di un libro, ho acquistato pochi giorni fa questo thriller.
Amante fin da subito della trilogia di Stieg Larsson e soprattutto di quelle atmosfere classiche dei paesi del nord dove l'aria è sempre fredda ma soprattutto gelida, grazie alle atmosfere create per iniettare tensione e paura anche in chi legge, mi sono gettata a capofitto nella lettura. Confesso che quando dovevo interrompere per dedicarmi ad altro in famiglia avevo un solletico continuo dovuto alla curiosità e al desiderio di andare avanti.
L'autore è al suo primo libro ma molti di voi lo conosceranno già perché è autore della serie  cult televisiva "The Killing" e sceneggiatore del film "L'uomo di neve" tratto dal romanzo di Jo Nesbø. 

Un agente di polizia, a una settimana dalla pensione, si ferma davanti alla fattoria di un vecchio conoscente, nei dintorni di Copenaghen ma si rende  subito  conto   che  qualcosa non va. Un maiale morto è stato lasciato lì. Lui pensa che  in campagna queste cose non vanno fatte così apre la porta d’ingresso, socchiusa, per capire cosa è successo ma vede una cosa che non avrebbe mai voluto vedere: sangue, un cadavere mutilato, altri corpi da scavalcare. Cammina fino all’ultima stanza, dove centinaia  di omini fatti di castagne e fiammiferi – infantili, incompleti, deformi lo guardano.
Molti anni dopo alcune donne, apparentemente senza legami tra loro, vengono mutilate e uccise: elemento comune a tutte le scene del crimine, gli omini di castagne.

Non posso dirvi di più, dovete leggerlo da soli ma credetemi ne vale la pena!