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martedì 16 novembre 2021

L'INFINITO DUBBIO FRA ESISTENZA E VITA.


 


Lo scrittore Oscar Wilde disse che:

"Per essere felici bisognerebbe vivere. Ma vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste e nulla più"

Ecco quindi che con queste poche parole si può comprendere che "esistere" non è sufficiente, ma che per avere una vita che ci appassioni e che ci lasci dei segni, occorre "vivere" nel bene e nel male.

Alcune volte sono proprio le tragedie che ci fanno scattare nella mente una diversa consapevolezza della nostra vita; se abbiamo la forza e il coraggio di affrontare lo scorrere del tempo e di riappropriarci di noi, la vita riaffiorirà catturandoci.

Così, provando sentimenti ed emozioni, viviamo pienamente la nostra  vita e ogni secondo sarà poi un ricordo prezioso che tornerà, nell'andare avanti dell'età, allo scopo di riempire le nostre giornate.

Cosa sarebbe la mia vita ora che sono sola, ora che ho perso la parte più importante del mio essere? Certamente la solitudine mi accompagna quotidianamente e non manca il dolore per la perdita perché anche questo sta dentro al grande gioco del vivere. Ma i miei pensieri sono pieni di lui, del suo amore, di ciò che mi ha lasciato con la sua sensibilità ed arte, di tutte le esperienze che abbiamo condiviso.

Se fossi soltanto esistita e non avessi vissuto, dalle mie mani filtrerebbe la sabbia e non rimarrebbe neppure un granello. 

giovedì 3 giugno 2021

 

Sono tornata dopo il mio lutto.



Oggi e soltanto in questo momento ho ripreso a scrivere.

Non è stata la pandemia che mi ha allontanato dal blog. Non è stato il vuoto che a volte ci riempie per paura di scrivere. 

E' stato piuttosto un corto circuito della mia mente innescato dalla malattia di mio marito. Un marito che ora non c'è più, morto dopo lunga malattia come si scrive sempre quando non si ha il coraggio di nominare quella bestia che è il "cancro".

Una devastazione fisica e mentale che mi ha completamente assorbito perché io volevo esserci ma solo per lui.

Per un anno e mezzo io e lui abbiamo vissuto una simbiosi di amore, un indimenticabile lungo momento che ci ha avvicinato ancora di più se possibile. Le giornate costellate di angoscia che dovevano trasformarsi in un lento momento di quiete per farci respirare insieme e per dare modo, ad entrambi, di abituarsi all'idea della fine. Le nottate che erano sempre più lunghe e insonni ma cariche di attenzioni e carezze.

Ora è tutto terminato anche se ho qui davanti a me la sua immagine sorridente sul desktop del suo computer che tengo acceso mentre scrivo sul mio, solo per vederlo in una dimensione quasi reale. E' finito ma non del tutto, lui c'è e anche se non materialmente mi affianca nella mia nuova vita piena di responsabilità e pensieri.

Ecco, e con oggi forse riuscirò a fare ancora mio questo spazio dimenticato a lungo e che è anche un po' vostro, con gli occhi e lo spirito di chi legge. 

Mai titolo è stato più veritiero di questo che avevo scelto quando ho iniziato a scrivere. Le difficoltà vanno superate, sempre, anche quando meno te lo aspetti.



domenica 23 luglio 2017

Le struggenti ultime parole di Steve Jobs: un inno all'amore e alla vita.






Tutti sapete chi è stato Steve Jobs per la storia dell'informatica e della telefonia cellulare.
La APPLE, che ancora oggi è leader nel settore con i computer MAC, con i cellulari iPhone, con i lettori musicali iPod  deve il successo alla sua ricerca ed inventiva e naturalmente ad una capacità e caparbietà che lo hanno portato alla fortuna dal nulla.




Quest'uomo, morto prematuramente nel 2011 a soli 56 anni per un cancro al pancreas ci ha lasciato molti documenti e fra questi anche una toccante lettera con le sue ultime parole che ci danno il senso della vita e di ciò che realmente conta.



"Ho raggiunto l'apice del successo nel mondo degli affari.
Agli occhi altrui la mia vita è stata il simbolo del successo.
Tuttavia, a parte il lavoro, ho una piccola gioia. Alla fine, la ricchezza è solo un dato di fatto al quale mi sono abituato.
In questo momento, sdraiato sul letto d'ospedale e ricordando tutta la mia vita, mi rendo conto che tutti i riconoscimenti e le ricchezze di cui andavo così fiero, sono diventati insignificanti davanti alla morte imminente.
Nel buio, quando guardo le luci verdi dei macchinari per la respirazione artificiale e sento il brusio dei loro suoni meccanici, riesco a sentire il respiro della morte che si avvicina...
Solo adesso ho capito che dopo aver accumulato sufficiente denaro per il resto della tua vita, dobbiamo perseguire altri obiettivi che non sono correlati alla ricchezza.
Dovrebbe essere qualcosa di più importante:
per esempio le storie d'amore, l'arte, i sogni di quando ero bambino...
Non fermarsi a perseguire la ricchezza potrà solo trasformare una persona in un essere contorto, proprio come me.
Dio ci ha dato i sensi per farci sentire l'amore nel cuore di ognuno di noi, non le illusioni costruite dalla fama.
I soldi che ho guadagnato nella mia vita non li posso portare con me.
Quello che posso portare con me sono solo i ricordi rafforzati dall'amore.
Questa è la vera ricchezza che ti seguirà, ti accompagnerà, ti darà la forza e la luce per andare avanti.
L'amore può viaggiare per mille miglia. La vita non ha alcun limite. Vai dove vuoi andare. Raggiungi gli apici che vuoi raggiungere. E' tutto nel tuo cuore e nelle tue mani.
Qual è il letto più costoso del mondo? Il letto d'ospedale.
Puoi assumere qualcuno che guidi l'auto per te, che guadagni per te, ma non puoi avere qualcuno che sopporti la malattia al posto tuo.
Le cose materiali perse possono essere ritrovate. 
Ma c'è una cosa che non può mai essere ritrovata quando si perde: la vita.
In qualsiasi fase della vita siamo in questo momento, alla fine dovremo affrontare il giorno in cui calerà il sipario.
Fate tesoro dell'amore per la vostra famiglia, dell'amore per il vostro coniuge, dell'amore per i vostri amici...
Trattatevi bene. Abbiate cura del prossimo".

























mercoledì 5 luglio 2017

Il "Cammino di Santiago" una prova intima con se stessi e di dedizione alla cristianità.




Credo che molti di voi abbiano sentito parlare del "Cammino di Santiago" divenuto oggi un fenomeno mondiale che fa trovare persone di ogni nazionalità, uniti nel percorrere questa rotta di peregrinazione fra le più importanti della storia.
E' un'esperienza che qualcuno sente come irrinunciabile, almeno una volta nella vita e che coinvolge circa 200.000 pellegrini ogni anno. 

Perché lo fanno, si chiederà qualcuno.

La giustificazione che accomuna la maggior parte di chi s'incammina per percorrere i circa 800 chilometri che vanno dai Pirenei alla Galizia è quella della necessità di vivere un'esperienza che serva a ritrovare se stessi ed indubbiamente non manca il tempo per farlo perché, per esplorare tutto il percorso, occorre più di un mese.
In ogni caso ognuno tiene il proprio ritmo. 
Soprattutto, ognuno deve godere delle emozioni che nascono e tenere tempi spirituali ma anche biologici, molto personali.




Il "Cammino francese" è il percorso più conosciuto e frequentato. 
Si parte dai Pirenei e si prosegue avendo due varianti che sono diversi accessi per l'ingresso: uno è Roncisvalle (in Navarra) e l'altro è Somport (in Aragona). Il cammino poi si riunisce in alcuni punti e soprattutto permette di vedere l'unica cattedrale al mondo che ha, al suo interno, una gabbia con due galline vive. L'arrivo porterà, come per tutti i percorsi, in quella che viene considerata la terza Città Santa per la cristianità e cioè Santiago (nome iberico contratto di San Giacomo) de Compostela (campus stellae) cioè il posto che vuole ricordare quella stella che, come la cometa per i Magi, indicò all'eremita Pelayo, il luogo del sepolcro di San Giacomo il Maggiore, il più intimo degli apostoli di Cristo.

In alternativa c'è il "Cammino del Nord".
Era il percorso che nel Medioevo utilizzavano i regnanti europei per raggiungere in modo sicuro Santiago. I paesaggi di questo percorso sono decisamente i più belli e, per chi vuol vivere in maniera più intensa questa esperienza è forse il più consigliabile.

Esiste un terzo percorso chiamato "Cammino Primitivo" che attraversa i boschi e le valli delle Asturie prima di ricollegarsi al percorso Francese.


Ma quanto può costare un'esperienza del genere?
Molto dipende da come la si vuol vivere e dallo stile di vita che si sceglie di adottare durante il passaggio dei giorni e dei chilometri. Comunque considerando i rifugi per dormire, i pasti e le varie necessità oltre alle donazioni si può andare dai 600/700 ai 1000 euro.

E ora le regole per vivere il Cammino di Santiago al meglio:

1-Porta solo l'essenziale, devi camminare leggero!
2 - Fai la Carta del Pellegrino.
3- Programma le tappe nel dettaglio cercando di valutare quanti chilometri puoi percorrere giornalmente.
4 - Goditi gli incontri che fai durante il tragitto, sono una fonte inesauribile di conoscenza.
5 - Non avere paura della stanchezza fisica, sarai ripagato all'arrivo.
6 - Goditi appieno il panorama che vedi.
7 - Apriti a nuove opportunità e a nuovi pensieri sull'importanza della vita.











martedì 7 febbraio 2017

I figli: pensieri su di loro.






Possiamo dire tante cose sui figli, frasi positive o negative, ma sono la ragione della nostra vita e spesso ci aggrappiamo a loro perché ci fa paura la loro crescita ed indipendenza.
Non dobbiamo invece essere egoisti e il nostro sforzo deve essere proprio quello di renderli autonomi e consapevoli di ciò che li circonda.
Ecco come alcuni personaggi ben conosciuti parlano proprio di questo argomento:

“Figlio è un essere che Dio ci ha prestato per fare un corso intensivo di come amare qualcuno più che noi stessi, di come cambiare i nostri peggiori difetti per dargli migliore esempio, per apprendere ad avere coraggio. Sì. E’ questo! Essere madre o padre è il più grande atto di coraggio che si possa fare, perché significa esporsi ad un altro tipo di dolore, il dolore dell’incertezza di stare agendo correttamente e della paura di perdere qualcuno tanto amato.
Perdere? Come? Non è nostro. E’ stato solo un prestito. Il più grande e meraviglioso prestito, siccome i figli sono nostri solamente quando non possono prendersi cura di sé stessi. Dopo appartengono alla vita, al destino e alle loro proprie famiglie. Dio benedica sempre i nostri figli, perché a noi ci ha benedetto già con loro.
Josè Saramago

Un genitore saggio lascia che i figli commettano errori.
E' bene che una volta ogni tanto si brucino le dita.
Mahatma Gandhi

I tuoi figli non sono tuoi figli. Sono fratelli e sorelle bramosi di vita per se stessi... ti puoi ingegnare per essere come loro, ma non si deve cercare di renderli come noi.
Kahlil Gibran

Non basta mandare i figli a scuola, bisogna accompagnarli sulla via degli studi, bisogna costruire giorno per giorno in essi la consapevolezza che a scuola si va non per conquistare un titolo, ma per prepararsi alla vita.
Giovanni Leone

I genitori che si aspettano riconoscenza dai figli (e alcuni addirittura la pretendono) sono come quegli usurai che rischiano volentieri il capitale per incassare gli interessi.
Franz Kafka

L’adozione è quando un bambino cresce nel cuore della sua mamma, invece che nella sua pancia.
Anonimo