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lunedì 13 novembre 2017

Cimitero degli Inglesi di Firenze, gioiello della città.





Alcuni giorni fa, scegliendo fra le tante proposte di visite guidate nella mia città ho colto l'occasione per vedere finalmente un luogo molto particolare che si trova lungo i viali di circonvallazione, ma collocato comunque in zona centrale. 
E' un insediamento funerario che sorge isolato pur nel traffico e costituisce una curiosità unica al mondo, in modo particolare per la sua collocazione: esso infatti occupa per intero il piazzale Donatello, uno slargo ricavato sui viali per lasciare intatta una bassa collinetta che ha rappresentato e continua a rappresentare, un luogo estremamente affascinante, è infatti particolarissima l'alternanza tra il caos  del traffico cittadino, e l’atmosfera di silenzio ed immobilità che caratterizza questa “isola” di pace.
Come potete vedere dalla foto il cimitero monumentale ha una forma ellittica nel rispetto del terreno che lo forma. Tanto per cominciare, ricordiamo che il cimitero inizialmente si chiamava  “Camposanto degli Svizzeri” perché era stato affidato alla comunità degli elvetici, il terreno presso Porta a Pinti, dal Granducato Lorenese, per poterne disporre ad uso di sepoltura. 
Col tempo, il nome si è tramutato in quello attuale, per via dell’uso da parte della popolazione fiorentina di chiamare “Inglesi” tutti gli stranieri indistintamente. Comunque la comunità britannica a Firenze era in effetti una delle più consistenti in termini numerici. Va detto inoltre che in questo luogo trovarono sepolture nel corso degli anni, molte fra le persone non cristiane che abitavano in città.










Camminando fra le sepolture si nota la relazione tra questo cimitero ed il mondo dell’Antico Egitto prima di tutto perché la prima persona ad essere stata sepolta qui fu Nadezhda De Santis, una schiava nera della Nubia che fu portata a Firenze dalla celebre spedizione archeologica di Francois Champollion e Ippolito Rossellini del 1828, e poi perché molte tombe hanno chiari richiami alla simbologia e alla cultura egizia come piramidi, obelischi, dischi solari e scarabei, sia alati che semplici. Si notano anche simboli massoni o legati a culti esoterici.



Il Cimitero degli Inglesi ospita le salme di numerosi  personaggi  importanti fra i quali  Jean Pierre Viesseux,  Arthur Hugh Clough,
Southwood Smith, la poetessa Elizabeth Barrett Browning che visse e morì a Firenze insieme al marito anch'esso poeta.




Fra gli altri, però, mi preme ricordare soprattutto che vi fu sepolta nel 1877 la figlioletta del pittore Arnold Bocklin. Sembra che la suggestione suscitata proprio da questo ambiente così raccolto, quasi un'isoletta nella città, abbia ispirato il famoso dipinto "L'isola dei morti" capolavoro del simbolismo, ammirato da personaggi famosi come Freud e Hitler che ne aveva la versione dipinta del 1883, proprio nel suo studio.



Fra le tombe caratteristiche ce ne sono di molto particolari come quella della Morte con lo scheletro e la falce


oppure un particolarissimo modo di simboleggiare che "il tempo vola" quasi fosse un rebus da interpretare (clessidra con ali di pipistrello)


altre caratterizzate da opere in marmo pregevoli e raffinate











Dopo un lungo periodo di chiusura e abbandono il Cimitero è stato riaperto al pubblico e alle sepolture dal 1996 ed è a tutt’oggi di proprietà della Chiesa Evangelica Riformata Svizzera.












sabato 4 novembre 2017

Alluvione di Firenze. Ancora un ricordo vivo per la città.






4 NOVEMBRE 1966

I fiorentini non dimenticano quella data portatrice di lutti e distruzione.
Ciò che scongiurò un numero più alto di morti fu la concomitanza con un giorno di festa.
Chi ha la mia età ricorda che prima si festeggiava anche la Festa delle Forze Armate di seguito a Ognissanti e alla commemorazione dei defunti. Le scuole quindi erano chiuse e anche gran parte degli uffici. Fu sicuramente questo che evitò una vera strage.




Tra la giornata del 3 e la giornata del 4 Novembre caddero sulla Toscana oltre 200mm di pioggia con punte di 430mm in 48 ore. 






Quello che determinò la catastrofe non fu tanto la quantità di pioggia locale ma il fatto che tali quantitativi caddero diffusamente su tutto il territorio. 





Per di più, nei giorni precedenti una perturbazione a carattere freddo aveva portato abbondanti nevicate sull'Appennino che con il rialzo termico conseguente allo scirocco si sciolsero in poche ore, andando ad aggiungersi alla pioggia che cadeva.  I bacini idrografici dell'Arno e non solo, anche dei fiumi Bisenzio, Ombrone, Sieve, si gonfiano a dismisura.










martedì 31 ottobre 2017

IL CINQUECENTO A FIRENZE. Mostra a Palazzo Strozzi.




Oggi pomeriggio ho visitato una bella mostra che si protrarrà fino al 21 gennaio in uno dei bellissimi palazzi che la città di Firenze offre: Palazzo Strozzi.
Si presenta il Cinquecento tra Michelangelo, Pontormo e Giambologna. Una ghiotta occasione per vedere, oltre ai grandi dell'arte, anche valenti minori piuttosto sconosciuti ma di talento veramente incredibile.


Questo appuntamento è il terzo in questa sede dopo Bronzino nel 2010 e Pontormo nel 2014 e offre la visione di oltre settanta opere tra quadri e sculture di cui molte restaurate proprio per questa occasione.









Nomi come Vasari, Andrea del Sarto, Bronzino, Rosso Fiorentino si alternano ad altri come Jacopo Zucchi, Santi di Tito, Vincenzo Danti, Alessandro Allori, con una coralità incredibile e con un ottimo risultato visivo.






















mercoledì 18 ottobre 2017

L'ultimo Rocco Schiavone di Manzini. Opera intensa di un uomo vero.




Quanta amarezza lascia in bocca un libro quando il racconto ti pone davanti ad una situazione che non accetti e alla quale speravi, fino all’ultimo, di non dover credere.
Perché un sospetto ti era nato, in un angolino della mente, ma io almeno lo avevo subito cancellato, quasi fosse un’eresia il solo pensarlo.
Quest’ultimo libro di Manzini ha dentro di sé una tristezza e un disincanto che ti tolgono il fiato.
Non che gli altri libri fossero allegri, tutt’altro, ma le battute di Rocco Schiavone tenevano l’aria “più leggera” e grazie a quelle ingoiavi a forza anche tutte le storture legate alle situazioni e al carattere del protagonista.
Questa volta è davvero difficile accettare tutto ciò che accade, anche se siamo abituati alla sua sete di vendetta e alla sua voglia di stare sempre sopra le righe.
Ma non è Montalbano lui.
Personaggi entrambi complicati ma con animi e spiriti diversi.
In questo ultimo caso da risolvere sembra che la morte di un trans non possa celare niente di drammatico per la vita di Schiavone, ma Manzini crea invece, una rete fittissima di non detti e trame nascoste che portano il protagonista a cercare sempre di più una vendetta irraggiungibile.
E’ un punto fermo dal quale ripartire, ma certo con sempre più disincanto e “ombra” come dice una parte del titolo.

Un ragazzo giovanissimo risveglia sentimenti paterni e la collega Caterina porta in superficie la sua ritrovata disponibilità ad amare proprio quando tutto come “polvere”, sfugge dalle mani. 
E in tutto questo, Marina, o meglio il suo ricordo e la sua presenza, diventano sempre più rarefatti e lontani nel tempo.

venerdì 6 ottobre 2017

Omelette al formaggio e verdure grigliate.




Cari amici
ritorno dopo aver allungato le mie vacanze, soprattutto mentali, con una ricetta semplice ma gustosa con le uova.

Ingredienti:
1 uovo a testa + 1
g.50 di formaggio Parmigiano
g.150/200 di Emmentaler
8 pomodorini
1 zucchina
1melanzana piccola
1 peperone giallo
1 cipolla
origano secco
g.100 di pangrattato
olio extravergine, sale e pepe q.b.

Ricetta:
Pulite e lavate tutte le verdure, poi tagliatele a fette abbastanza spesse (i pomodorini basta tagliarli a metà) e mettetele in forno foderando la teglia con carta. Versatevi sopra un composto che preparerete in una ciotola con il pangrattato, il Parmigiano, sale, pepe, origano secco sbriciolato. Irrorate con un filo d'olio e versate sul fondo pochissima acqua.
Il forno deve essere già caldo a 180° e la cottura deve proseguire per circa 30/40 minuti. Spegnete quando le verdure si presentano dorate.
Nel frattempo preparate con le uova una frittatina a testa. Ricordate di non cuocere troppo l'omelette perché deve restare un po' cremosa.
Ultimate le frittatine, mettete al centro  di ognuna l'Emmentaler grattato con una grattugia a fori larghi.
Con una paletta ripiegate i bordi verso l'interno (come nella foto) e finite la cottura per alcuni istanti.
Presentate il vostro piatto mettendo accanto all'omelette le verdure grigliate.

Questo piatto come avete notato ha bisogno di un po' di tempo per essere preparato ma è una gustosa alternativa alla carne. Se volete potete sostituire l'Emmentaler con un prodotto vegetale ad esempio Chicca di riso Verys. Il sapore sarà ugualmente gradevole e avrete alleggerito i grassi.

Buon appetito!


lunedì 11 settembre 2017

Perché esporsi quotidianamente?





Da un po’ di tempo manco dal mio blog e da google+.
Ero in vacanza. Poco internet e tanti libri da leggere. Riposo e soprattutto nuova mentalità a cui far ricorso per le mie giornate. Perché?

Sono andata in pensione.

44 anni di scuola che so già da ora mi mancheranno perché il mio lavoro mi è sempre piaciuto e l’ho fatto senza risparmio di energie fino alla fine e quindi non sarà semplice ripartire e rimettersi in discussione con qualcosa di altrettanto interessante.
Il comune di Firenze in questo senso è molto attivo. C’è l’Università dell’età libera (alla quale mi iscriverò subito) che offre, a chi come me ha finito il suo lavoro quotidiano, corsi di studio un po’ in tutti i campi, per tenere in forma cervello e gambe (non si può pensare di rinchiudersi in casa). A me per esempio interessa tutto ciò che riguarda l’arte e quindi seguirò sicuramente lezioni in tal senso e laboratori pratici: l’acquerello mi appassiona molto…
Poi le biblioteche della città e soprattutto quella delle Oblate organizzano un numero incredibile di incontri sugli argomenti più svariati. A questi, partecipavo già prima, appena mi era possibile, perciò saranno un ulteriore mezzo per interessarsi anche ad argomenti di cui so poco.
Anche gli incontri con gli autori presso le librerie sono un incentivo per tenersi informati e tutto ciò contribuirà al mio futuro che per ora mi appare vago ma sicuramente fecondo.

E il titolo del post che c’entra?

E’ un pensiero che mi è venuto dopo tutto questo tempo nel quale non ho più scritto un post. Mi sono detta che non dovevo sentirmi in obbligo di esposizione giornaliera. Non dovevo avere la sensazione di non essere più seguita solo perché oggi o domani non scriverò.
Ho una nuova libertà da sperimentare e voglio giocarmela così, come mi viene al momento.


Buon rientro a tutti!