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venerdì 9 dicembre 2016

Qualche ricetta senza uova (ma dovrebbero esserci...) eppure ne facciamo a meno!







FRITTATA SENZA UOVA CON ZUCCHINE

Ingredienti:
150 ml di latte di soia
50 gr di farina 00
50 gr di farina di ceci o farina di mais
2 zucchine grattugiate
2 carote grattugiate
1/2 cucchiaino raso di bicarbonato
olio extra vergine d’oliva
1 cucchiaino raso di curry
sale

Preparazione:
In una ciotola ampia, versate le farine precedentemente setacciate e successivamente mescolatele con il latte di soia. Non appena raggiunto un composto omogeneo, aggiungete anche il sale, il curry e il bicarbonato. Grattuggiate le verdure e unitele mescolando bene il composto; vi suggerisco di grattuggiare bene le verdure così da aiutare il composto a divenire più omogeneo.

Mettete a riscaldare un po’ di olio in una padella antiaderente, versate il composto e livellatelo. Lasciate cuocere ciascun lato della frittata per 3-4 minuti,  mantenete il fuoco sempre moderato per fare in modo che la frittata diventi dorata ma non bruciata.





FRITTATA SENZA UOVA

Ingredienti:
700 gr di patate
400 gr di erbette selvatiche
1 spicchio d’aglio
1 peperoncino
1 peperone rosso
sale
olio extra vergine d’oliva

Preparazione:
Prima di iniziare a preparare la vostra frittata senza uova è necessario lavare e lessare le patate. Terminata questa operazione, sbucciate le patate e tagliatele a pezzettini. Sbollentate quindi le erbette e dopo averle cotte, scolatele per eliminare l’acqua in eccesso.
All’interno di una padella antiaderente, versate un po’ di olio e lasciate soffriggere uno spicchio di aglio. Aggiungete quindi il peperone precedentemente lavato e tagliato a pezzettini.

Incorporate anche le erbette, mescolando il tutto per amalgamare gli ingredienti. Dopo qualche secondo aggiungete anche le patate. Finite di cuocere e servite.



TIRAMISU’ SENZA UOVA.

Ingredienti:
1/2 Kg. di mascarpone
2 dl. di panna da montare
150 g. di zucchero
Caffè forte e freddo preparato con del caffè solubile q.b.
4 hg. di savoiardi o frollini senza uova
cacao amaro in polvere q.b.


Preparazione:
Sbattete lo zucchero con il mascarpone fino a ottenere un composto soffice e spumoso.
Montate a neve ben soda la panna, quindi incorporatela al mascarpone mescolando con delicatezza dall’alto in basso.
Imbevete i biscotti nel caffè (se usate i frollini bagnateli poco) e fate con essi uno strato su un piatto da portata profondo oppure in una coppa.
Consiglio:
Il caffè lasciatelo amaro per equilibrare il dolce dei biscotti (ed anche il cacao deve essere amaro).

Ricoprite con uno strato di crema al mascarpone, e continuate così fino a terminare gli ingredienti.
Spolverate con il cacao amaro.
Fate riposare per almeno un paio d’ore in frigorifero prima di servire.
Consiglio:
Se volete renderlo ancora più goloso, decoratelo con altra panna montata prima di servirlo.





CREPES SENZA UOVA E SENZA LATTE.

Ingredienti:
100 gr di farina bianca
100 gr di farina di grano saraceno
120 ml di succo di mela
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
100 ml di latte di riso
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaino di sale

Mettete il succo di mela, l'olio e il latte di riso nel boccale di un frullatore e azionate per miscelare i liquidi.
In una ciotola setacciate le farine e il lievito e aggiungete il sale.
Versate il composto frullato nella terrina con le farine e amalgamate bene fino a ottenere una pastella piuttosto liquida.
Riscaldate una padella antiaderente leggermente oleata
o l'apposita crepiera.
Versate un mestolo di composto sulla piastra calda senza metterne troppo perchè deve risultare uno strato sottile.
Quando si formeranno delle bollicine, girate le crêpes dall'altro lato e cuocete qualche altro minuto.
Farcite con marmellate del vostro gusto preferito o creme salate, chiudendole a vostro piacimento.
Consigli:
Potete presentare queste crêpes avvoltolate su se stesse come un rotolo, chiuse con il ripieno al centro, o ripiegate in quattro come un fazzoletto. Se volete un piatto dolce potete cospargere le crêpes vegan di zucchero a velo, cacao zuccherato o sciroppo di acero. Altrimenti se vi piace il salato potete usare una squisita crema di melanzane o di altre verdure.



CREMA PASTICCERA SENZA UOVA:

Ovviamente non è una vera crema pasticcera ma una crema di latte che però può essere usata nello stesso modo della classica per farcire dolci o per essere consumata con qualche biscotto.

Ingredienti:
1/2 l. di latte intero
100 g. di maizena
150 g. di zucchero
aroma a scelta (Buccia di limone, Bacca di vaniglia, Vanillina)
zafferano o curcuma per colorare


Versate in un tegame la maizena e lo zucchero.
Unite poco alla volta il latte mescolando con un cucchiaio di legno per ottenere un composto fluido.
Aggiungete l’aroma scelto e pochissimo zafferano o curcuma.
Consiglio:
Attenzione, esagerare con queste sostanze coloranti fa diventare la crema di un improbabile colore giallo acceso.

Cuocete la crema sul fuoco basso mescolando di continuo, fino a quando si addenserà tenendo presente che il tempo di cottura è ridotto rispetto alla ricetta classica.
Lasciatela raffreddare e addensare in frigorifero, e poi servitela in una coppetta o utilizzatela per le vostre farciture.

Consiglio:
Se la crema pasticcera senza uova vi sembra troppo leggera, potete arricchirla quando sarà completamente fredda con del burro. Sbattete del burro morbido con un frullatore fino ad ottenere un composto spumoso e soffice, poi sempre sbattendo unitelo alla crema.

Da segnalare poi che questa crema pasticcera speciale è adatta anche agli intolleranti al glutine, visto che non si usa la farina ma un derivato del mais.























venerdì 2 dicembre 2016

Caravaggio misterioso e meraviglioso.




Riprendo in questo post quanto presentato per ora nella mia raccolta: "Fantasie d'arte" occupandomi di un pittore meraviglioso, famoso in tutto il mondo e in vita, molto controverso:

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO (1571-1610)

In che cosa è rivoluzionario rispetto al momento che sta vivendo?
Lui rappresenta l’oggetto così com’è, differenziandosi dalla pittura manierista cioè fatta alla maniera dei grandi pittori del passato.
E’ un artista colto, ha visto i quadri dei fiamminghi e conosce Plinio (citazione del "Canestro di frutta"). Conosce ed ammira le opere di Michelangelo considerato un maestro.
I suoi quadri nascono direttamente sulla tela senza disegnare prima i soggetti. I personaggi rappresentano spesso i modelli che ha davanti e le donne che frequenta.

- Ragazzo morso da un ramarro (1593/94): la posizione iniziale di tranquillità viene rotta da un qualcosa che cambia la situazione, cioè il ramarro che morde il dito del fanciullo. Si vede un moto di dolore, una smorfia.
Non esiste un ambiente intorno a lui e questa è una caratteristica del pittore che predilige la figura e i moti dell'animo alle suppellettili.
Gli occhi ricordano quelli della testa della Medusa.
In primo piano comunque è raffigurata una pregevole natura morta.
(Fondazione Longhi - Firenze)




- Scudo con testa di Medusa (1597 circa): questa opera visibile alla Galleria degli Uffizi di Firenze, dimostra ancora una volta la bravura del Caravaggio, infatti il supporto è convesso ma lui ha saputo annullarne l'effetto.
La figura pur decapitata ha ancora un attimo di vita, corruga la fronte, gli occhi come la bocca sembrano urlare.
Anche i serpenti sulla testa guizzano nell'ultimo moto di vita.
Efficacissima l'immagine che dimostra terrore per ciò che è successo.





Morte della vergine: è un quadro del 1605/6 fatto da Caravaggio per la Chiesa dei Carmelitani Scalzi di Roma.
Fu un'opera contestata e rifiutata anche dai committenti per l'immagine della Madonna così terrena e soprattutto innegabilmente "morta". Un quadro quindi che non dà speranza di salvezza per Maria che è sdraiata, scomposta, con parte delle gambe scoperte, presentata su una specie di tavolaccio non rispondente quindi a nessuna delle richieste fatte nel contratto e neppure ai canoni di rappresentazione del sacro.
Caravaggio, pittore coraggioso e convinto del bisogno di rappresentare la realtà e le sue storture, fa di questa opera una delle più belle immagini prive di misticità e religione, componendo il dramma della morte in tutta la sua povertà e dolore.

Oggi è conservato al Museo del Louvre di Parigi.





Giuditta e Oloferne: è un quadro del 1598/9.
Come nella maggior parte dei suoi quadri l'ambiente sembra ristretto rispetto alle figure che occupano quasi tutto lo spazio e manca di profondità perché tutto si svolge in primo piano. Giuditta crudele, quasi impassibile, sembra che sfiori appena con la daga il collo di Oloferne, ritraendosi un po' ma ottenendo ciò che voleva, la sua morte. Lei, bellissima così com' era la modella preferita di Caravaggio (Filide Melandroni), piena di luce contrasta con la vecchia serva che accanto aspetta la testa da mettere nel sacco.
Oloferne fa un ultimo grido. Esce il sangue e lui non sappiamo se sia già morto o no, gli occhi sembrano dire di sì ma la tensione del corpo gli dà ancora uno spasimo, un attimo di vita.
Il panneggio dietro appena accenna ad un ambiente inesistente.
Di questa storia riportata nella bibbia esistono molte versioni eseguite da pittori importanti che ne hanno dato versioni personali di cui parleremo in altre occasioni.
(Artemisia Gentileschi; Botticelli; Klimt)