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martedì 28 marzo 2017

Maria Grazia Cucinotta testimonial contro il cancro al seno.






Oggi stranamente parlerò di un'attrice ma non perché è uscito un suo ultimo film ma semplicemente perché è una donna molto impegnata nel sociale.

Avrete riconosciuto Maria Grazia Cucinotta, testimonial dell'associazione Susan G. Komen Italia e portavoce dell'importanza della prevenzione del tumore al seno, che ora è impegnata in un nuovo progetto sempre legato alle conseguenze del cancro.

La Cucinotta sarà infatti madrina dell'iniziativa "Forza è Bellezza" che ha lo scopo di donare parrucche alle donne sottoposte a trattamenti chemioterapici.
In una intervista lei ha dichiarato di essere felice di poter rappresentare tutte quelle donne che, in un momento particolarmente difficile come quello della perdita dei propri capelli, possono ritrovare così un minimo di fiducia sentendosi ancora belle e sicure di sé. 
Questa situazione infatti, continua lei, può essere per qualche donna, uno scoglio tale da rendere la vita di relazione quasi impossibile per un legittimo pudore che impedisce di voler rendere visibile a tutti il proprio stato di malattia.
Naturalmente parla anche dell'importanza del sostegno che la famiglia, i partner, gli amici non devono far mancare per affrontare la paura con coraggio e determinazione e riferisce anche dell'impegno che molte organizzazioni offrono proprio in questo senso, una di queste è Komen.
Anche quest'anno, a maggio, sarà presente alla "Race for the Cure". Questa è una manifestazione di tre giorni dedicata a sport, salute, benessere e solidarietà che culmina la domenica con la tradizionale corsa di 5 km e la passeggiata di 2 km. La caratteristica principale dell'evento è la partecipazione delle donne in rosa, cioè donne che hanno affrontato e superato il cancro al seno e che hanno scelto di farsi riconoscere proprio attraverso magliette e cappellini di quel colore.
Quest'anno le città e le date dell'evento sono:
ROMA 19-20 21 maggio
BARI  26-27-28 maggio
La Cucinotta sarà presente a Roma e parteciperà alla corsa con tutte le donne che vorranno sensibilizzare l'opinione pubblica con la loro presenza.
Anche tutte noi possiamo fare qualcosa contribuendo o aiutando tutte le donne che hanno necessità di aiuto e sostegno.












giovedì 23 marzo 2017

Cotoletta alla palermitana in forno pronta in 15 minuti.






In realtà, chi mi segue lo sa, io sono fiorentina ma una mia collega siciliana l'anno scorso mi suggerì una ricetta semplice e più leggera di quella che solitamente usiamo.
Infatti la cotoletta alla palermitana non viene impanata e fritta ma cotta in forno quindi sapore sì, grazie alla panatura fatta col formaggio, ma che si può dare anche ai bambini senza problemi.

Ecco allora gli ingredienti per un paio di persone:
4 fettine di vitello
olio extravergine di oliva, 
sale,
pangrattato, 
pecorino dolce,
prezzemolo  
1/2 spicchio d’ aglio.


Ricetta:

Mettete in un piatto 3 cucchiai di pangrattato e 3 cucchiai di formaggio grattuggiato (preferibilmente pecorino siciliano, ma va bene anche un pecorino dolce), prezzemolo ed aglio tritatati finemente (l’aglio non è indispensabile).

Tagliate le fettine di vitello in 3 parti ed impanatele pressando bene per far aderire la panatura.

Disponete le cotolette su una teglia ricoperta con carta forno, ed aggiungete un filo d’olio in superficie, infornate a 180° per 10-15 minuti.

Sfornate, aggiungete il sale ed impiattate. Servite con una insalata di pomodori ed ecco pronte le vostre cotolette alla palermitana. Buon appetito!

A proposito se volete abbinare del vino potete usare del Nero d’Avola tanto per rimanere in tema!











mercoledì 22 marzo 2017

Troppe donne nella scuola: è allarme OCSE.





Leggo oggi sul giornale un interessante articolo sull’eccessiva femminilizzazione della classe docente non solo italiana ma europea.
Le statistiche accennano al 68% di donne nelle scuole dei paesi sviluppati, con una punta tutta nostra dell’83%.
Leggo che l’Ocse (Organizzazione per lo sviluppo economico) ha determinato un incremento progressivo nel tempo che si sta rivelando preoccupante.
Si è visto infatti che nei ventidue Paesi dell’Europa che aderiscono al Trattato di Schengen, la presenza delle donne è predominante sia nella scuola dell’infanzia che nella primaria. Cala poi lievemente nella media e alle superiori attestandosi al 58%.

Dato che faccio parte della categoria non posso fare altro che ammettere l’evidenza dei numeri. All’interno delle scuole ci ritroviamo sempre fra di noi e questo non perché ci sia qualche divieto per gli uomini ma, soprattutto qui in Italia, dato il basso stipendio che i docenti percepiscono, non viene considerato un lavoro accattivante.
Tante responsabilità e pochi soldi: questo è un assioma evidente.

Bisognerebbe però secondo me, valutare che lo stipendio è statale e che colui che lo percepisce non rischia niente una volta che entra in ruolo.  Questa è una bellissima opportunità che può divenire anche un alibi terribile per tutti coloro che non hanno voglia di impegnarsi e di aggiornarsi continuamente come invece è necessario, ma questo indipendentemente dal genere della persona occupata.
Purtroppo in un clima di disoccupazione sempre crescente non capisco bene perché l'opportunità dell'insegnamento sia scartata dagli uomini con numeri così massicci.

Certamente non è un lavoro per tutti e non è semplice, ma credo che una maggiore presenza maschile servirebbe molto ai bambini e ancora di più ai ragazzi delle superiori, perché la mancanza di figure di riferimento di sesso maschile ha “mammizzato” la scuola rendendola alcune volte meno obiettiva e più permissiva.
Un occhio più distaccato quindi, come può averlo un uomo, secondo me favorirebbe il miglioramento dei rapporti fra colleghi e anche nelle classi.
Sembra che in Gran Bretagna per aumentare il numero dei docenti maschi si pensi alla creazione di incentivi. Vedremo se servirà a qualcosa...









martedì 21 marzo 2017

Chi sa cosa sono i Fiori di Bach e a cosa servono?






In questo periodo sto seguendo alcuni incontri proposti da una associazione di promozione sociale con il supporto della biblioteca delle Oblate di Firenze.
L'argomento ha il titolo "GUARISCI TE STESSO" - Un viaggio in quattro tappe attraverso le emozioni e il mondo dei Fiori di Bach.
Ciò che mi ha mosso e incuriosito parte da quello che già sapevo sull'argomento e da una brevissima esperienza nell'uso dei fiori.
Edward Bach, medico inglese, ricercatore e caposcuola della terapia con le essenze floreali è noto per aver scoperto il potere terapeutico di alcuni fiori campestri della Regione del Galles e di averli usati per riequilibrare caratteri, umori, sintomi, stati d'animo in modo semplice, naturale ed innocuo con particolare interesse ad alcune tematiche esistenziali della vita.
Riporto qui le parole di Bach per spiegare che cosa è per lui la malattia:

“Noi sappiamo che la malattia è, nel corpo, l'estrema conseguenza di un lungo profondo agire di forze misteriose. Il successo della terapia materiale è solo apparente e il sollievo provvisorio, se non è stata rimossa la vera causa...(…)... Ogni sforzo indirizzato al corpo non può fare altro che riparare il danno in maniera superficiale. Perciò non lo cura, per il fatto che la causa è sempre operante e prima o poi rivela la sua presenza sotto altra forma...(...)... La malattia è, nella sua vera essenza, il risultato di un conflitto fra Spirito e Mente, e perciò non può essere sconfitta se non con uno sforzo spirituale e mentale....(...)... La malattia non è un errore né una punizione, ma solamente un correttivo, uno strumento di cui l'Io Superiore si serve per richiamare la nostra attenzione sui nostri errori, per metterci in guardia di fronte a errori maggiori e per riportarci sulla via della verità e della luce, dalla quale non avremmo mai dovuto allontanarci.”

Malattia quindi come disarmonia fra Io Superiore e Personalità, pertanto, nel momento in cui l'Anima e la Mente entrano in conflitto,  il corpo si ammala.





Nella sua ricerca che durerà ben sei anni Bach scopre 38 fiori grazie alle sue doti sensitive ed intuitive, e questi diventano rimedi che:


“... hanno, grazie alla forza delle loro vibrazioni, la capacità di aumentare le nostre e di aprire i canali di comunicazione col nostro Io Spirituale; di inondare la nostra spiritualità con le virtù di cui abbiamo bisogno e di purificare con ciò le carenze caratteriali che sono all'origine della nostra sofferenza. … Per questo tramite esse ci danno pace e ci liberano dalle sofferenze. ...”

Così ciascuno di questi rimedi unito ad un lavoro di consapevolezza porta il potenziale energetico da uno stato bloccato negativo ad uno armonico positivo, divenuto pertanto attivo.
Lo studio di questa terapia/filosofia/psicologia è complesso, ed entrare nei meandri della comprensione totale di ciò che Bach ci ha voluto lasciare ha necessità di tempo ed introspezione.
Sono felice di affrontare questo percorso mentale e di conoscenza perché ritengo che comunque, in una società così dispersiva e vaga come la nostra, riflettere su noi stessi sia importante e necessario proprio per salvaguardarci.