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mercoledì 16 settembre 2015

Ricettina veloce? Pizzette di melanzane



Pizzette di melanzane.

Avete mai provato a preparare delle pizzette alternative e fatte con le verdure?
Queste sono preparate con le melanzane e i pomodorini, un po' di fontina e filetti di acciuga. Sono facili da preparare e si possono trasformare anche in involtini, si possono mangiare calde oppure tiepide e piacciono anche ai ragazzi.

Ingredienti:
• 6 melanzane
• 12 filetti d’acciuga
• 5 pomodori maturi
• 200 g di fontina
• 50 g di pecorino grattugiato
• 6 cucchiai d’olio
• sale
• pepe
• basilico fresco







1    1) Tagliate le melanzane a fette spesse 1,5 cm nel senso della larghezza. Disponete le fettine di melanzane su una teglia rivestita di carta forno. Con un coltellino ben affilato fate dei taglietti sulla polpa di ogni fettina di melanzana, salate e irrorate con un filo di olio.










2)  Cuocete a 180° per circa 20 minuti preferibilmente in forno statico. Intanto, spellate i pomodori e tagliateli a pezzetti. Tritate grossolanamente la fontina.


3) Su ogni fetta di melanzana, distribuite i pomodori, la fontina e il filetto di acciuga. Aggiungete del pecorino ed infornate per pochi minuti a 180°. Prima di servirle, aggiungete del basilico fresco.

BUON APPETITO!













lunedì 14 settembre 2015

Coraggio al femminile in una leggenda a Pisa.





La leggenda di Kinzica: a Pisa, “coraggio” è femminile.

Attorno all’anno Mille abitava a Pisa, in una casa-torre nei pressi del fiume Arno, una giovane nobildonna di nome Kinzica de’ Sismondi.
La leggenda narra che la ragazza fosse innamorata di un cantastorie e che la famiglia osteggiasse il loro amore.
In seguito all’ennesima discussione con i familiari al riguardo, una sera la giovane andò a placare l’animo sulla loggetta di casa, trascorrendovi la notte. Fu proprio qui dall’alto della loggetta che lei, mentre tutta la città di Pisa dormiva tranquilla, riuscì ad avvistare una nave saracena che si avvicinava minacciosa alla città.
Il pericolo era accresciuto dal fatto che in quei giorni tutti gli uomini valorosi fossero impegnati a combattere, sempre contro i Saraceni, per il controllo della Sardegna. la giovane, intuendo l’imminente pericolo, corse per strada gridando per svegliare i suoi concittadini e iniziò a suonare le campane forte come non mai per destare tutti e richiamarli fuori dalle case.
Tutto il clamore smosso dalla ragazza, dice la leggenda, fu tale e tanto da essere udito fin sulla nave saracena, il cui equipaggio, spaventato e certo ormai di essere stato scoperto, batté in ritirata. Fu così che Kinzica divenne un’eroina pisana.
Molte in realtà sono le incongruenze storiche in questa leggenda, ma il coraggio di questa ragazza (reale o inventata) ha portato nei secoli a consolidare nel cuore dei pisani l’affetto per la sua figura, tanto che Kinzica è celebrata ancora oggi dalla città come personaggio più importante della sfilata storica nella Regata delle Antiche Repubbliche Marinare.

Non solo: nella facciata di Casa Tizzoni, in via San Martino, vi è una statua in bassorilievo a lei dedicata e che pare essere in realtà un frammento di bassorilievo da un sarcofago romano il cui volto sarebbe stato rielaborato nel XII secolo per donargli le sembianze della giovane eroina.






















venerdì 11 settembre 2015

11 settembre 2001. Impossibile dimenticare.


Poche parole sono sufficienti per questa data.
Tutti ricordiamo cosa successe 14 anni fa a N.Y., vite distrutte, una città simbolo in ginocchio dopo un attentato senza precedenti, una strage che ha ucciso quasi 3000 persone subito e molti altri negli anni successivi a causa dei disturbi post-traumatici e dei fumi respirati a causa  dell'esplosione.

Queste frasi e queste immagini sono qui scritte e riprodotte per non dimenticare mai:

«Ascoltami, mi devi ascoltare molto attentamente. Sono su un aereo. E' stato dirottato. Ti amo tanto. Di' ai miei figli che li amo tanto».

«Ti telefono perché non voglio che ti preoccupi quando sentirai cos' è successo. Un aereo è caduto sulla nostra Torre. Non agitarti, sto bene. Stiamo evacuando l' edificio. Devo andare».

«Siamo sulle scale del 82° piano. Le porte sono bloccate. Qualcuno venga ad aprire le porte».

«Siamo bloccati nell'ascensore. Stiamo morendo»

«Sono Melissa. Il pavimento è bollente. Non trovo l' uscita. Sto per morire. Voglio parlare con la mamma».