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giovedì 25 maggio 2017

Conchiglioni che si presentano ripieni.





Ingredienti:
300 g di conchiglioni rigati
300 g di ricotta
250 g di stracchino 
150 g di prosciutto cotto a dadini
sale e pepe
50 g di parmigiano reggiano grattugiato

Procedimento:
Mentre i conchiglioni cuociono nell'acqua bollente in una ciotola si mescolano la ricotta con lo stracchino e il prosciutto cotto, il sale, il pepe e il parmigiano grattugiato.

Si prende  una teglia da forno e  sul fondo si spalma un po’ di besciamella; poi prendendo una conchiglia per volta la si riempie col ripieno preparato usando un cucchiaino.

Ogni conchiglia col suo ripieno si affianca ad un'altra, mettendola per ritto, e si riempie tutta la teglia. Quando questa sarà completa si finisce di spalmare ancora un po’ di besciamella sopra a tutto e poi si mette in forno per 20 minuti a 190 °
Quando i conchiglioni sono pronti si possono prendere uno per uno e servirsi. 
Consiglio di mangiare il piatto a pranzo e di prendere 3/4 conchiglie massimo a persona e completare il pasto con un piatto di verdure crude.


sabato 20 maggio 2017

Adolescenti: quale futuro gli stiamo garantendo?





Non so se vi è mai capitato di rimettere in discussione principi che avevate decretato incorreggibili oppure di aver ridimensionato le idee su alcuni argomenti.
A me è successo tutto insieme.
Improvvisamente come un fulmine a ciel sereno ho chiarito a me stessa cose che fino ad oggi cercavo di mascherare.

I giovani. Gli adolescenti. Gli uomini del futuro.

Il castello di carta mi è crollato per alcuni fatti che ho messo a fuoco, ma da lì mi si è aperto il mondo del dubbio.
L’analisi parte da questa cronica disoccupazione. Vera peraltro, e questo non lo nego certamente. Ma di contro mi sono posta un problema: perché i muratori sono tutti extracomunitari? E gli idraulici? E le badanti? E i gestori di tanti banchi nei mercati? E altro ancora naturalmente….
Vedo molti giovani e sento che si lamentano perché non trovano il lavoro, ma conosco negozianti, gestori di locali, artigiani che non trovano nessuno che abbia il desiderio di rimboccarsi le maniche e lavorare. Quando questi ragazzi si presentano una delle prime cose che chiedono è se devono lavorare per il fine settimana perché no, quello non possono farlo.  La domenica poi non ne parliamo.
Io comprendo bene che è un grosso sacrificio ma come si può rispondere così e poi dire di non trovare niente?
I nostri adolescenti sono molto viziati e questo succede fin da piccolissimi.
I genitori (che sembrano più amici o fratelli) non riescono più ad avere nei loro confronti l’autorevolezza che servirebbe. Con questo non dico che fosse giusto essere severi, come succedeva prima, ma la mancanza totale di regole rende i ragazzi insicuri e pretenziosi.
Non si possono accettare situazioni nelle quale bambini di due/tre anni tengono in scacco tutta la famiglia perché pretendono di comandare e di avere tutto ciò che gli passa per la testa.
Un sano e convinto NO non ha mai fatto del male, anzi è un’abitudine che permette di accettare, anche nel futuro, dinieghi inevitabili.
Non pensiate che io parli tanto per raccontarvi qualcosa.
Di quanto detto ne ho esperienza diretta e una tale impostazione di vita non cambierà più perché le regole si danno fin da subito e se non siamo capaci di farle rispettare difficilmente il risultato sarà migliore quando ci troveremo davanti figli ormai adolescenti, che già attraversano un periodo di incertezze.

Allora la mia domanda, di nuovo, è questa.
Non c’è lavoro ma le discoteche sono piene e purtroppo ciò che ci si smercia costa anche tanto. L’uso di alcool e droga nei giovani è diventato una piaga sociale di cui non sto a fare i numeri ma che colpisce una percentuale alta di ragazzi e che dimostra quanto sia enorme il loro disagio. Per non parlare poi della crescente abitudine all’autolesionismo, al suicidio e all’ingigantirsi degli atteggiamenti da bulli sempre più gravi, che si riscontrano nelle scuole e nelle strade.

I social naturalmente hanno una parte importante in tutto questo decadimento. Si parla più che altro con il telefonino. Ci si nasconde dietro lo schermo di un computer. Si condivide continuamente la nostra vita ma è tutto fittizio, le relazioni sono falsate dal mezzo che usiamo, la realtà di vita è vuota e priva di valori e, appena ci si disconnette, si entra nella FOMO (fear of missing out) o sindrome da esclusione.
Certo non vale per tutti e in modo così estremo, ma il problema sta diventando enorme e ingestibile ed ad aumentare la tensione sono apparsi ormai da tempo forum che incitano apertamente i ragazzi al suicidio, prospettandolo come la miglior scelta di vita!

Pensate per cinque minuti a tutti questi problemi.
Fate un bilancio della società che abbiamo costruito e fate una previsione del futuro se continueremo a non modificare niente.
Io sono piuttosto pessimista, confesso, ma spero in quelle famiglie che prenderanno in considerazione tutti questi messaggi e reagiranno, non con paura ma con determinazione, al fine di ritrovare una strada, che in parte, ci siamo dimenticati di percorrere.
Ditemi qui cosa pensate e come agite voi che siete genitori della generazione che ci seguirà.










lunedì 15 maggio 2017

Il Commissario Maltese. Una occasione per riflettere.




Non so se vi è capitato di vedere le prime puntate della nuova serie televisiva "Il commissario Maltese" con Kim Rossi Stuart nel ruolo del protagonista.

Questi nuovi sceneggiati ci portano ancora una volta in Sicilia facendoci scoprire la lotta quotidiana che lo Stato deve combattere contro il potere criminale.
Si riparte quindi dai libri di Camilleri e del Commissario Montalbano per andare però un po' più concretamente a vedere da vicino la difficile battaglia contro le connivenze fra politica, mafia e finanza.

Dario Maltese torna a Trapani dopo l'uccisione del suo migliore amico e collega e ne prende il posto per cercare, almeno all'inizio, di trovare i colpevoli dell'assassinio. 

Una storia in parte vera perché luoghi e personaggi sono tratti dalla realtà e Rossi Stuart ha preso spunto da Ninni Cassarà, poliziotto ucciso da Cosa Nostra nel 1985 la cui storia in realtà non è mai stata scritta o raccontata.

"Quando tutto intorno a te sembra trascinarti verso il male, raccontare un eroe positivo mi è sembrata una possibilità preziosa" .

E preziosa sembra anche a me l'occasione di riflettere su un male che sembra non avere mai fine, di cui giornalmente scopriamo nuovi scenari e attori che vivono però nella vita reale e che decidono in modo unilaterale di cambiare le regole di tutti noi.














venerdì 12 maggio 2017

Uova-nuvola per chi non vuole condimenti di cottura!





Stanchi di mangiare le uova sempre nello stesso modo?

Volete evitare di mangiare uova fritte perché pesanti e controindicate nella dieta?

Ecco una facile soluzione, le uova-nuvola.

Prepararle è davvero facile perché servono solamente le uova senza nessun condimento per cuocerle.

Provate così:

Rompete le uova (una per ogni uovo nella nuvola che volete fare) e separate gli albumi dai tuorli, quindi montate i bianchi e posizionateli su un foglio di carta forno cercando di creare delle piccole nuvole.

Cuocete per tre minuti a 230° gradi.

Quindi posizionate sopra il centro della nuvola un tuorlo con un pizzico di sale e pepe e cuocete di nuovo per tre minuti. 

Non servono olio, né burro, (dunque il piatto rimane leggero), ma si possono aggiungere altri ingredienti per personalizzare, a vostro piacimento la ricetta, come parmigiano, erba cipollina, pancetta, avocado o una fetta di pane tostato come accompagnamento.

martedì 9 maggio 2017

Suicidi di adolescenti. Cresce il numero. Perché?





Massimo Ammaniti è un famoso psicoanalista che da tempo studia i comportamenti delle famiglie.

Nel 2015 ha scritto il libro “La famiglia adolescente” nel quale analizza i cambiamenti che sono avvenuti nei rapporti fra genitori e figli causati da una serie di problematiche come la riduzione della natalità o l’aumento dell’età dei genitori, e che sono diventati il motivo principale di una incapacità genitoriale a favore della scelta di porsi come amici e quasi coetanei dei ragazzi.
Molte delle problematiche quindi insorgono quando inizia quel periodo nel quale i figli sfuggono al controllo e i genitori non si sentono più capaci di saperli comprendere o di vederli crescere in autonomia.

Ma, a distanza di un paio di anni dall’uscita del libro, Ammaniti punta il dito su un’emergenza che pur essendo figlia di quei problemi appena enunciati, ha conseguenze sempre più gravi:
l’alto numero di suicidi riscontrato in ragazzi sotto i 20 anni.

Le cifre parlano di un 12% sui 4.000 decessi annui.

Dice lo psichiatra che  ai ragazzi servono «regole» e non genitori «amici» che non mettano confini e che «lascino correre le cose» invece di affrontare il contrasto, il conflitto che nasce quando si mettono delle regole.

Purtroppo questo atteggiamento comincia fin da quando i figli sono piccoli.
Molti bambini sono dei veri e propri despoti in famiglia svolgendo quindi un ruolo che non dovrebbero avere.
Le regole invece devono impartirle i genitori e il loro compito sta nel farle rispettare. Questo è il modo per instaurare un corretto legame familiare.
Dato che ciò succede sempre meno, nel momento dell’adolescenza i ragazzi si sentono spaesati, “malati nell’anima” e oltre ai disagi psicologici si presentano nuove forme di malessere.
Campanelli d’allarme possono essere il presentarsi di rapidi cambi d’umore con reazioni eccessive, oppure forme di autolesionismo e ancora calo nel rendimento scolastico oppure uso, sempre più frequente, di sostanze stupefacenti.

Per questi giovani l’adolescenza è un momento particolarmente problematico ed è quasi sempre un retaggio che viene dall’infanzia.
Saranno quindi loro, i giovani più portati a scegliere il suicidio, anche perché non sempre hanno  un’idea corretta della morte e si sentono indifesi, vulnerabili a tutto.
In questa nuova famiglia che rappresenta la società odierna i genitori con uno o due figli al massimo investono moltissimo su di loro, caricandoli di grosse aspettative e rendendo difficile il processo del distacco che è invece fondamentale.

Per ciascun ragazzo che decide di togliersi la vita il prezzo che paga la famiglia è altissimo e come sempre prevenire i problemi sarebbe l’unica soluzione positiva.
Avere coscienza di ciò sarebbe un buon inizio per spezzare questo trend negativo e per riappropriarsi di un ruolo difficile ma essenziale, quello di genitori.
Non so cosa ne pensiate voi e vi chiedo di commentare e raccontare qui le vostre personali idee in proposito. Potremo parlarne insieme.







domenica 7 maggio 2017

Baricco: Tre volte all'alba. Recensione





Non so cosa pensate dello scrittore Baricco e non so se e che cosa abbiate letto dei suoi "romanzi" ma vorrei parlarvi di un libro che ho ripreso dopo tanto tempo e che ha per titolo "Tre volte all'alba". 

Storia come tutte quelle dello scrittore che vola fra realtà e fantasia, fra verità e sogno.
Poche pagine, una novantina soltanto, per portarci nella vita di sei persone, due ogni racconto, che per una sola volta s'incontreranno all'alba di un giorno qualunque, raccontandoci un pezzetto della loro vita dal quale noi traiamo qualche conclusione e soprattutto siamo stimolati a lavorare con la fantasia per diventare quasi, a nostra volta, i protagonisti delle storie.

Difficile raccontare la trama di storie che storie non sono ma che si pongono semplicemente come incontri fra individui che cercano un riscatto o una salvezza dalla loro esistenza.
Un libro insomma che va letto più che raccontato.
Vi troverete molte frasi che diventano aforismi di vita e che vi faranno riflettere, a me ne è rimasta in mente soprattutto una che voglio dedicarvi:

"Disse che bisognava stare attenti quando si è giovani perché la luce in cui si abita da giovani sarà la luce in cui si vivrà per sempre. Così bisognava stare attenti alla cattiveria perché da giovani sembra un lusso che ti puoi permettere, ma la verità è un’altra, e cioè che la cattiveria è una luce fredda in cui ogni cosa perde colore, e lo perde per sempre."